alla soglia dell'anno di età, questo blog ha ormai imparato a camminare un poco. e quindi si sposta, senza perdere quasi nulla e guadagnando tanto, in un sito tutto nuovo. ha le pareti ancora umide, odore pungente di vernice, e molto spazio vuoto da riempite. però io mi ci trovo già meglio, però, e spero anche voi!
scritto da: massena28 alle 03/02/2007 17:35 di 03/02/2007 | categoria:
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lunedì 29, alle 21.30, in via massena 28 (e a reti unificate) andrà in onda:
Primi riti del dolce sonno
una placida serata d'arte, libri e assenzio
arte, perché proietteremo un video (narcolepsy project)
libri, perché presenteremo un libro (primi riti del dolce sonno, di misia donati, edizioni zandegù)
assenzio, perché ne berremo a litri (eggià)
primi riti del dolce sonno: è una favola nera. tre ragazzi narcolettici si chiudono per dieci giorni in una villa abbandonata. che cosa succederà? scoprilo lunedì 29 gennaio, alle 21.30, alla libreria massena28 di torino
vi aspetto!
beppe
Oh sì
ce ne ho messo di tempo
prima di pensare all'uomo
in quanto uomo
prima di scoprire questo modo di pensare
prima di affrontare la strada che segue
questo percorso salvifico
e parlando dell'uomo o riflettendovi sopra
ho smesso di chiedere
se sia bianco o nero
anarchico o monarchico
amante della moda o del tanfo
uno dei nostri o un estraneo
e ho cominciato a chiedere
che cosa c'è dell'uomo in lui
e se lo è
(da Taccuino d'appunti)
strano un giornalista che scrive poesie. a un cronista (specie se d'agenzia, com'era lui all'inizio) si chiede aderenza ai fatti; il poeta si concede divagazioni d'ogni sorta. strano che dopo aver attraversato il mondo nel tempo e nello spazio, rimanga spazio allo stupore.
ryszard kapuscinski è morto due giorni fa. ora ripubblicheranno tutti i suoi libri, organizzeranno conferenze, gli daranno postumi i premi che meritava in vita. voi leggetelo. leggetelo e ve ne innamorerete.
tutto preso a condannare i pacs, a papa ratzinger è sfuggita la vera minaccia per la famiglia: l'ikea.
l'ikea colpisce la famiglia allo stadio embrionale di giovane coppia, quando è ancora un esserino debole e ingenuo, affascinato dai futon in offerta speciale, sensibile ai richiami esotici di karlanda (un divano) o aspelund (una cassettiera).
un futuro comune di mobili laccati, materiali riciclabili, spazi razionali, si presenta allora davanti alla giovane coppia. la complicità diventa un giro di brugola. le serate passate a montare armadi s'alternano a quelle in cui si sfoglia, sognanti, il catalogo ikea.
ma tutto questo dura poco: presto arriva l'assuefazione e la necessità di aumentare le dosi. si torna dall'ikea con i borsoni pieni di attrezzi da cucina, tra cui uno snocciola olive e un sminuzza cipolle (a nessuno dei due piacciono le olive). per far stare tutto in casa, un bilocale, si aggiungono tryggve (mensole) fino a un'altezza di tre metri e ottanta. le cinque scarpiere allineate in camera sono semivuote: non ci sono i soldi per prendere anche le scarpe.
la crisi esplode improvvisa, proprio all'ikea, una domenica, di fronte a un inarrivabile letto circolare, a un cucina smagliante, a un affusolato divano con penisola. un pianto silenzioso, o grida belluine, dipende dalle dinamiche di coppia. ma la fine è inevitabile: tornare a casa e dar fuoco a tutto, neanche fossimo in una scena di fight club.
Per mestiere protegge i libri e i suoi personaggi, e questo già la rende simpatica. vive in un mondo in cui tutti leggono, e i libri sono la cosa più importante, e questo ci rende un po' invidiosi. ha un padre che con la faccia ferma gli orologi, e questo perlomeno incuriosisce.
E' thursday next, detective letteraria, protagonista di uno dei libri più godibili del 2006: il caso jane eyre. libro che avrà prestissimo un seguito, visto che la marcos y marcos sta per pubblicare persi in un buon libro, seconda avventura dell'affascinante thursday.
Thursday s'è sposata, aspetta un figlio ed è felice. ma la cosa non può durare: i suoi arcinemici della goliath corporation meditano vendetta... e in un mondo dove realtà e fantasia s'intrecciano, piani temporali si sovrappongono e la concretezza delle cose si liquefà di fronte a una buona trama alternativa, non c'è molto da star tranquilli.
Pubblicato in inghilterra nel 2003, persi in un buon libro uscirà a fine gennaio. è il secondo episodio di una serie che, nel mondo anglofono, è quasi arrivata alla quinta puntata. l'autore, jasper fforde, è un londinese che vive in galles. per anni ha fatto lo sceneggiatore cinematografico, poi ha deciso di dedicarsi ai libri. per nostra fortuna.
in breve:
titolo - Persi in un buon libro
autore - Jasper Fforde
editore: Marcos Y Marcos
uscita prevista: fine gennaio 2007
perché aspettarlo con ansia: è il seguito di uno de più originali libri del 2006. un misto di fantascienza e satira, condito dall'amore per i libri
una cara amica, barbara detta blimunda, mi ha chiesto nel suo blog di scrivere 5 cose che pochi sanno di me. sono passati giorni, lei nel frattempo ha scritto un'ottantina di altri post, io invece - ehm... - no. le rispondo adesso:
1. una volta ho fatto la pipì su un autobus. ero adolescente, era una delle prime uscite serali con relativa sbronza. per il resto non ho scuse. credo fosse un modo per farmi notare dagli altri. di certo l'autista mi notò, e credo mi cerchi ancora.
2. fino ai 17 o 18 anni non avevo mai letto un libro, eccetto quelli scolastici.
3. adoro roberto vecchioni, in particolare luci a san siro, splendida. molte persone mi prendono violentemente in giro per questo: non ho mai capito il perché.
4. leggo i giornali tutti i giorni, ma solo a tarda sera o di notte, quando le notizie sono ampiamente scadute.
5. per lavoro, anni fa, scrivevo recensioni di elettrodomestici e articoli sulla casa.
scritto da: massena28 alle 12/01/2007 16:36 di 12/01/2007 | categoria:
cose mie |
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natale mi piace perché a natale si legge moltissimo.
tantissima gente compra libri solo a natale, sicuramente perché sa che a natale si legge, si legge molto
babbo natale legge a natale
le renne anche, leggono a natale
la befana aspetta l'epifania leggendo
i re magi leggono cartine e guide della terrasanta
ma tutti leggono a natale, non solo i vip
coperti da tiepidi plaid, davanti a una tisana calda, si legge
con le doppie calze di lana, mentre fuori nevica e dentro crepita, si legge
gli idraulici sfogliano le pagine con dita forti di lavoro
i panettieri strabuzzano sui libri occhi bianchi di farina
persino gli scrittori leggono a natale, e a volte anche libri non loro
tutti leggono, al volgere dell'anno
eppure, da un paio di settimane, sulla porta della libreria c'è il cartello riprodotto sopra
lo leggono tutti - ovvio, siamo a natale - e poi approvano, o protestano, e non si capisce il perché
e alla fine è arrivata anche l'ultima presentazione dell'anno. poi si tira un poco il fiato!
mercoledì prossimo, il 20 dicembre, alle 21.30, si presenta " in madrelingua".
che è un libro bellissimo già a guardarlo, con la sua copertina disegnata da una calligrafa
e dentro ha le voci della torino che parla straniero
hindi, spagnolo, rumeno, arabo, ma anche piemontese
racconti, poesie, persin fumetti di scrittori migranti, che per migrare han scelto la mole (han scelto?)
un'antologia strepitosa di 50 autori, col testo originale a fronte,
a volte disegnato dalla stessa calligrafa della copertina
<inizio parte retorica, ma un po' anche vera>
ma non è solo bello, "in madrelingua", è anche un libro importante:
che mostra ai borghezi vari ed eventuali
quanta ricchezza abbiano gli stranieri a torino e in italia
quanto abbiano da dare e insegnare, o almeno raccontare
<fine parte retorica ma un po' anche vera>
per cui mercoledì 20 dicembre, alle 21.30, succederà questa cosa:
ci saranno autori stranieri a leggere i loro testi in lingua
un'attrice a tradurli in italiano
il curatore del libro, francesco vietti, a tirare un po' le fila
poi ospiti a sorpresa
premi, cotillon
ampio parcheggio all'ingresso
orsù, non mancate!
l'amore non è che una raffinata forma d'odio. chi l'ha detto? probabilmente qualcuno di molto famoso. un giovane autore di einaudi, però, ha ripreso molto bene il concetto, in un libro-ritratto di una generazione di trentenni che vivono accoppiati, tra qualche gioia e molti dolori.
non perdetevi la sua presentazione, mercoledì 13 dicembre, alle 21.30, in via massena 28. ci sarà lui, qualche pezzo grosso di einaudi, e un bel rinfresco da combattimento.
che volete di più, un orso marsicano?
«Stasera, ore 21.30, reading di Dario Voltolini, tratto dal suo ultimo libro "Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia". Rinfresco a base di noccioline. Libreria Massena28, via Massena 28»
(Dalla Stampa di oggi, pagina Giorno&Notte)
rinfresco a base di noccioline? non sono impazzito, almeno non più del solito... solo è successo che mercoledì, prima di partire per tre giorni di "vacanza", ho preparato dei volantini, che sono venuti così:

ero stanco e non sapevo bene che scrivere, così tanto per mettere qualcosa ho messo proprio così: "ai presenti sarà offerto rinfresco a base di noccioline :)". poi devo essermene dimenticato, e ho mandato l'invito a vari indirizzi, tra cui quelli della stampa.
il libro di voltolini, titolo a parte, non c'entra molto con le scimmie. e soprattutto meriterebbe un umorismo un po' migliore! ma alla stampa hanno preso la frase alla lettera, così stasera qualche nocciolina dovrò ben trovarla...
ieri sera torrnavo da tre giorni di ferie. era tardi, le 11.30 o mezzanotte. per un tempo che m'era parso lunghissimo ero stato rapito da un gruppo terrorista che si nasconde dietro la sigla fs: ti caricano sui loro treni e ti tengono lì, di ritardo in ritardo, per ore e giorni e anni.
io me l'ero cavata a stento corrompendo un capotreno. poi ero uscito nella tiepida sera torinese, godendomi la ritrovata libertà. e lì l'ho visto.
un vecchiarello magro e bianco, che camminava sghembo verso di me, sotto i portici deserti di corso vittorio. quando s'è fatto vicino ha aperto la bocca esile e ne ha estratto un vocione incongruo, un grido pieno di rabbia lontana.
"compagno, è morto pinochet"
scherza? ho pensato d'istinto. e poi: forse è ubriaco, o è pazzo, chissà.
l'ho guardato per due minuti, mentre s'allontanava verso la stazione masticando pensieri.
a casa non ho la televisione, per cui di pinochet non ho saputo niente fino a stamattina. c'era un bel sole, una luce fantastica, quasi caldo. c'era il giornale con la notizia in prima pagina. la notizia di una morte. una buona notizia.
e allora ho pensato che il vecchietto era pazzo davvero, e che i pazzi, al solito, hanno sempre ragione.
scritto da: massena28 alle 11/12/2006 18:28 di 11/12/2006 | categoria:
news |
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ci sono quattro storie, oscillanti tra horror e fantastico,
una parla di un costruttore di biciclette e sembra una fiaba horror
una è nero come l'orrore e bianco come l'avorio
una spiega che l'aurora, a volte, arriva d'inverno
una mette in scena diavoli e angeli, heaven versus hell
tutte e quattro, con i loro autori, saranno in via massena mercoledì prossimo, il 6 dicembre, alle 21
si leggeranno brani, si ascolterà musica, si chiacchiererà con gli autori
poi elfi e fate recheranno cibi e bevande
ma saranno travolti dal famelico pubblico,
in un drammatico assalto al buffet
e niente, siete tutti invitati!
a presto,
beppe
che ci fa una finlandese a torino?
beh, viene in via massena, ovvio
al numero 28, martedì 28 alle 18
(ehi, è pieno di 8 qui!)
e non viene solo perché è finlandese
è che ha scritto un libro
un libro bellissimo,
delicato come un soffio
ma un soffio dell'aria che hanno loro:
pura, fredda e senza polveri
la finlandese ha trent'anni, si chiama elina hirvonen e il suo libro è ricordati, in finlandia è stato romanzo dell'anno nel 2005. in italia l'ha appena tradotto scritturapura, giovane casa editrice di asti. l'autrice è in italia per una tournèe e martedì prossimo, il 28, alle ore 18, passerà di qui. con lei pare ci sia un giornalista finlandese, che la segue dovunque.
qui sopra trovate l'invito, se vi fa piacere siateci!
beppe
scritto da: massena28 alle 27/11/2006 15:31 di 27/11/2006 | categoria:
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(pubblicazione a dispense)
3. di come il libraio imperfetto aiuta gli autori incompresi
"ho scritto un libro", ma anche: "mio marito (cugino, nipote, amante) ha scritto un libro". è, questa, una delle frasi che il libraio imperfetto preferisce ascoltare. di fronte a lui c'è di norma un autore incompreso o un di lui parente.
l'autore incompreso, e per osmosi anche il parente, è un individuo vessato da un lungo elenco di categorie professionali: nell'ordine editori, distributori, librai, lettori. l'autore incompreso ha da poco scritto un libro sulle gravidanze degli animali, o sui guidatori di tram, o sulle adenoidi di zia, ma nessuno glielo pubblica. oppure l'ha pubblicato, a pagamento, ma la distribuzione è pessima. oppure è distribuito, ma le librerie non lo espongono. oppure le librerie lo espongono, ma i lettori lo ignorano.
di fronte a tali sofferenze, il libraio imperfetto si commuoverà. commenterà che il mondo è pieno di cattiveria e non premia chi merita. giurerà che da ora, però, le sofferenze dell'autore incompreso sono finite. perché lui, il libraio imperfetto, lo aiuterà e il mondo della letteratura scoprirà finalmente il suo genio. non serve poi tanto: basta una bella presentazione del capolavoro. una presentazione, s'intende, accompagnata da un bel buffet.
scritto da: massena28 alle 23/11/2006 10:31 di 23/11/2006 | categoria:
manuale |
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li chiamano viandanti
si chiamano viandanti
sono viandanti
un gruppo di poeti spuntato in brianza,
come dire un fiore nel deserto
ma un fiore che si muove
un fiore viandante
li chiamano anna, gabriele, lorenzo, macs, raffaella
si chiamano anna, gabriele, lorenzo, macs, raffaella
sono anna, gabriele, lorenzo, macs, raffaella
sono viandanti
e sabato viandano a torino
in via massena 28
non ve li perdete,
i viandanti ripartono presto
Voilà les Viandantes, omaggio alla poesia francese (ma anche ai vini francesi). Sabato 18 novembre, ore 21.30, alla libreria massena28 di torino, in via massena 28
info: 011/19710570, www.massena28.com
ingresso gratuito, uscita sbilenca per via del vino che vi verrà, volenti o nolenti, mesciuto
vi aspetto!
beppe
metti una sera a un dopocena. metti due poeti
metti loro in mano un bicchier di vino
metti che escano versi stralunati, divertentissimi
o anche strazianti, quand'è il caso
metti che i due siano guido catalano e luca pizzolitto
metti che sia tutto gratis, anche il rinfresco
metti che la sera sia mercoledì prossimo, l'8 novembre, e l'ora le 21.30
metti che il luogo sia via massena 28
metti che vieni
vieni?
ma sì che vieni!
a mercoledì,
beppe
è in uscita, a dicembre, il nuovo libro di bruno vespa. la concomitanza con la festività religiosa nota come 'natale' è puramente, si capisce, occasionale. tant'è vero che usciranno due edizioni: una normale, l'altra in cofanetto-regalo
il libro si chiamerà l'italia spezzata e già ha avuto il suo bel lancio promozionale (contiene la frase - invero tautologica - attribuita a prodi secondo cui "berlusconi è un prepotente")
io comunque sono molto contento che esca il nuovo libro di bruno vespa. ché non sapevo più cosa mettere come zeppa del mese
scritto da: massena28 alle 04/11/2006 16:52 di 04/11/2006 | categoria:
libri |
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è un periodo che mi sento in ritardo su tutto, anche sul ritardo che normalmente ho
non è poi tanto strano, quindi, che segnali oggi una rassegna di poesia cominciata da un paio di settimane buone
(fortuna che dura molto, fino a metà dicembre)
la rassegna ad ogni modo si chiama ad alta voce! e la poesia è letta, recitata, rappresentata. roba bella e divertente, insomma. trovate tutte le informazioni qui
venerdì sera ho conosciuto un poeta
erano quasi e 22, in libreria c'era una discreta folla. le luci si sono fatte basse e leo ha cominciato a recitare
ne ho visti molti di reading e qualcuno l'ho anche fatto. ma un poeta, un poeta puro, non l'avevo mai conosciuto
leonardo la quintana, che si fa chiamare leopoeto, è stata una folgorazione
e un poeta dovrebbe sempre essere folgorante, squarciare il cielo, allargare gli orizzonti
leo uno che quando recita non vede il tempo che passa e lo nasconde anche al pubblico, che irretito lo sta a sentite
uno che scrive cose come (cito a memoria):
"due cose mi fanno dire che sono poeta:
la prima è che sono tanto povero
da non avere che queste poche parole,
la seconda è che mi bastano"
uno che chi non l'ha sentito ha perso molto, ma non si preoccupi: leo tornerà, tornerà prestissimo a recitare
quando hai una libreria di solito finisci con l'odiare la pioggia. quando piove la gente cammina di fretta, non si ferma nei negozi, soprattutto non compra libri
che poi si bagnano, i libri. forse è peggio solo per gli edicolanti
beh a me la pioggia piace molto, per cui ero in conflitto d'interessi
oggi ha piovuto pressoché tutto il giorno ed ero invelenito con giove (pluvio) e varie altre divinità
allora (e scrivo 'allora' come se ci fosse un nesso logico) sono andato a correre nella pausa pranzo
mi sono fatto piovere addosso, mille gocce mi hanno massaggiato il viso, si sono mischiate col sudore, mi hanno appesantito le gambe
mi è paciuto da matti, mi sono riconciliato con la pioggia
però domani, speriamo che esca il sole
E' piccolo, ma piccolo per davvero, forse uno e sessanta. ha un corpo magro, nervoso, muscoloso, gli occhi blu piantati in un viso abbronzato. parla con brevi frasi automatiche.
- Faccio l'istruttore di pugilato, sono carlo risi. qui, alla palestra dietro.
io non sapevo ci fosse una palestra, qui dietro. ma ignoro tante cose del mondo.
- Ho fatto un casino, sono rimasto chiuso fuori. il meccanismo di chiusura temporizzato, sai.
io non so neanche questo, so davvero pochissime cose.
- Ho lezione tra due ore, rischio di saltarla. un casino, guarda!
io guardo ma non vedo molto.
- Devo andare a prendere le altre chiavi. a pinerolo.
neanche a dirlo, ignoro dove sia pinerolo.
- Quaranta chilometri...
- Quaranta?
- Quaranta. senti, so che non ci conosciamo. ma sono carlo risi, hai capito chi sono, no?
- Carlo risi?
- Carlo risi, il pugile
vorrei commentare 'esticazzi', ma i pugili hanno poco senso dell'umorismo, credo
- Senti, mi presti la macchina?
penso che mi sbagliavo, deve avere un sacco di senso dell'umorismo, questo piccolo pugile
- Non ho la macchina, rispondo, ed è vero, non l'ho portata a torino
- Ah. e senti, non conosci qualcuno che possa prestarmela?
- No. no davvero
- E' che ho lezione tra due ore, sono carlo risi, un casino 'sto meccanismo di chiusura temporizzato, sai?
io guardo una macchiolina sul soffitto. penso a una cosa che m'è successa qualche mese fa. un ragazzo era rimasto chiuso fuori di casa, doveva andare a prendere la copia delle chiavi, gli ho dato 10 euro per la benzina, non s'è più visto. era bravissimo, convincente, gli ho creduto subito. questo invece è nervoso, strabuzza gli occhi blu, ripete frasi appena dette.
- Senti, c'è un'altra possibilità, tenta ancora. se riesci a darmi qualche soldo per il treno, vado in treno.
e allora io gli dico tutto:
- guarda, è già successa con un altro ragazzo questa situazione, gli ho dato dei soldi e non s'è più visto. però lui era bravissimo, un attore, e tu - non offenderti - sei meno bravo.
lui ristrabuzza gli occhi, sbotta: - tutte a me succedono! - e poi esce, a capo chino
"in africa il tempo non esiste. o meglio esiste solo quando esistono le cose. un pranzo non comincia a una data ora, ma solo quando tutti gli ospiti sono arrivati; e allo stesso modo un autobus non parte finché non è pieno. i passeggeri salgono senza fretta, si siedono e attendono che il momento di partire arrivi". donata testa, parlando con louise mpacko radaelli alla presentazione del suo libro qui fa freddo, mercoledì 27 settembre. (nella foto: louise è a destra, donata a sinistra)
è un pensiero che mi ha colpito molto. da noi il tempo è un'ora dell'orologio, pura astrazione, in africa è quello che forse dovrebbe essere: la misura di una cosa, di un evento che accade. ma è l'evento a essere importante, non la posizione di una lancetta sul quadrante.
(io nel mio piccolo adotto questa pratica da tempo: la libreria apre quando tiro su le serrande. l'ora teorica è le 10 del mattino, ma è appunto solo teorica, quasi mai rispettata)
alle 18.30 c'è la presentazione di qui fa freddo, storie di vita tra l'italia e il camerun. l'autrice, louise mpacko radaelli, è una donna camerunense da anni residente vicino a torino. è sposata, ha una figlia, si è insomma integrata pienamente in italia.
ma non è sempre stato così. nel libro racconta vicende di razzismo e intolleranza, di incomprensione superata a fatica, anche grazie a una memoria tenace, che fruga tra i ricordi di bambina, le fiabe del sud del camerun, le leggende africane.
alla fine della presentazione ci sarà un rinfresco transculturale: cibo africano e vino piemontese. altre informazioni qui.
scritto da: massena28 alle 26/09/2006 12:24 di 26/09/2006 | categoria:
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se amate garcia marques e il realismo magico, leggete louis de bernières. non fatevi sviare dal nome francese o dalla nazionalità ingese: quest'uomo scrive come un sudamericano. o per lo meno così scriveva, o scriverà.
confusi? allora partiamo dall'inizio.
louis de bernières nasce a londra nel 1954. studia a manchester, ma presto se ne parte per il sudamerica: va in colombia a insegnare inglese, in argentina a fare il gaucho. qui appunto legge marques e da lui ispirato comincia a scrivere.
nei primi anni '90 scrive (in inglese) tre libri ambientati in sudamerica: sono bellissimi, ma non molti li notano. del 1994 è il mandolino del capitano corelli, libro che avrà successo , ma solo dieci anni dopo. de bernières continua a scrivere, ambientando i suoi romanzi in australia o nella turchia ottomana. è un cittadino del mondo, una cometa che attraversa la storia.
due mesi fa, nel luglio del 2006, guanda ha fatto uscire la strana prole del cardinale guzman: un libro che muove con uguale naturalezza al riso o al pianto. più al riso che al pianto, perché de bernières dà idea di divertirsi molto, mentre scrive.
nel frattempo, forse per scusarsi di una fama tardiva, la critica inglese continua a considerarlo - a cinquant'anni suonati - uno dei migliori giovani scrittori inglesi. ma voi non perdete troppo tempo, e procuratevi (per cominciare) la folle trilogia sudamericana. non ve ne pentirete!
- senor vivo e il coca lord (fazi)
- don emmanuel e la guerra delle bacche (guanda)
- la strana prole del cardinale guzman (guanda)
ogni settimana mi capita la fortuna di servire il cliente d'oro. e questa settimana, anche se siamo solo a martedì, il titolo è già assegnato.
è piccolo, un po' tarchiato, con pochi capelli, una maglietta e un paio di calzoni stinti. avrà 45 anni. entra timido e chiede: 'posso fare un giro?'. io spalanco un gran sorriso, rispondo di sì. lui comincia a girare.
gira per un'ora, attento solo ai libri. occhieggia copertine, interroga risguardi, liscia coste, spolvera scaffali dimenticati. poi, senza aver preso niente, con aria meditabonda s'avvicina alla cassa.
conosco questo genere di clienti. incontentabili. vogliono edizioni esaurite da decenni, autografate da autori estinti. metto mano alla tastiera del computer, pronto a rispondere a qualsiasi sua richiesta.
ho da poco installato un programma invincibile, capace di trovare qualsiasi titolo, qualunque edizione. lui aspetta d'essere a mezzo metro da me prima di parlare.
- dice: 'mi chiedevo...'
- io sciolgo le falangi, rispondo: 'sììì?'
- 'beh, pensavo...'
- 'cosaaaa? dica, dica pure'
- 'beh, mi son detto, magari con questi computer'
- 'sììì...' faccio io sobbollendo
- 'sì, cioè, forse lei può trovare...'
- 'tutto, posso trovare tutto!', esagero io
- 'perché io cercavo informazioni sulla billy'
ho un attimo di perplessità, poi avvio la ricerca. i risultati arrivano subito
- 'ah, certo: jo ann billy, l'antropologa inglese. dunque...'
- 'no, guardi...'
- 'allora: clara billy, archeologa. vedo...'
- 'no, no! io intendo il mobile dell'ikea'
- 'come?'
- 'la billy, la libreria dell'ikea, ha presente?'
- 'cosa?'
- 'la liberia, è tutta modulare, sa, ha un sacco di combinazioni possibili e vorrei vederle. se va su www.ikea.it...'
in preda allo sconforto ci vado, lui s'allunga sul mio computer, s'appunta informazioni sui codici, le dimensioni, i materiali. alla fine commenta: 'benebene...'
quando mi ringrazia e fa per andarsene deve notare il mio disappunto perché aggiunge: 'qui, i libri.. li vendete ai prezzi delle altre librerie?'
io grufolo qualcosa d'indistinguibile, lo saluto, spero di non rivederlo mai più.
oggi a torino...

venti giorni fa a lagos...

queste due immagini, uguali all'apparenza, nascondono invece cinque piccole differenze. sapreste dire quali?
cavoli, mi accorgo che era da un mese e mezzo che stavo meditando e non scrivevo una riga in questo blog. beh, parafrasando quel che dice (più o meno) maurizio crozza in una formidabile imitazione di zichichi:
eravamo io, benjamin, francoviac, pitermen... siamo andati a meditare dentro al gran sasso per quattro mesi e venticinque minuti, e non ci è venuta in mente nessuna teoria cosmica
allora siamo andati in discoteca
io d'estate ingrasso. e non è che ce ne sarebbe bisogno, diciamo
però è inevitabile: l'aria di mare, quelle due bracciate che ti fan sentire atleta, il caldo che chiede birra, le cene all'aperto, le notti lunghe affollate di baracchini, insomma ingrasso
così a metà settembre mi metto a dieta. poi a ottobre riscopro la confidenza calda dei maglioni, e riprendo a mangiare moltissimo. una vita d'inferno
fatto sta che oggi ho deciso di andare in piscina. fin dalla mattina presto preparo con cura due borse. in una metto le cose 'da libreria': qualche libro, l'agenda, il laptop, più vari oggetti che da tre-quattro anni stanno in quella borsa. nell'altra metto le cose 'da piscina'. poi porto entrambe in libreria
poco prima delle due prendo una delle due borse e esco. la piscina è immersa in un parco, quello dello stadio comunale. ma forse più che 'immersa' avrei dovuto scrivere 'introvabile'. con piglio di esploratore la cerco, ma troo solo tre caserme e quattro bocciofile. mi sto ancora interrogando sul senso di quest'abbinamento quando la vedo: la piscina! esiste...
quel che segue è facile da immaginare: entro, individuo lo spogliatoio, mi cambio. o meglio: provo a cambiarmi. perché nella sacca ho qualche libro, l'agenda, il laptop, più vari oggetti che da tre-quattro anni stanno in quella borsa. li esamino: un cappellino promozionale della fuji, il dvd d'un film sconosciuto, molti fogli, una crema solare (non ne uso), occhiali da sole (non li uso), penne, profilattici
ci penso a lungo, poi decido che niente di questo mi serve per fare il bagno. esco, anche se ho pagato 4,2 euro l'ingresso, alla cassiera dubbiosa dico: 'l'acqua è un po' fredda'. poi penso che è un po' freddo anche fuori, tutto sommato
quasi quasi mi metto un maglione
(disclaimer: la persona sopra ritratta è un sapiente antico il cui nome è al momento trattenuto da una piega della storia. ad ogni modo, nonostante la forte somiglianza, non è bin laden)
vi ricordate l'amiga? era un computer straordinario per tanti motivi; quello che mi ha sempre affascinato di più era la sua capacità di ritirarsi, se insolentito dall'utente, in una pensosa meditazione. faceva proprio così: al primo errore di sistema non c'era nessuna schermata blu (stile windows); semplicemente, tutto si fermava e appariva la scritta guru meditation.
io in questi giorni mi sento allo stesso modo: fa troppo caldo e sento, anche da qui, pendici delle alpi, le onde sciabordare. niente errore di sistema, però: vado in guru meditation per un po'. ci si rilegge presto.

yawn... sono in vacanza!
(ma per poco)
la libreria (e con essa il blog)
riaprirà lunedì 17 luglio
alle 16 (minuto più, minuto meno)